Tracciamento clienti per parrucchieri: guida 2026
Da dove arrivano davvero i clienti del tuo salone? Guida pratica al tracciamento per parrucchieri e barber shop
Instagram, Google, passaparola, volantini, vetrina: ogni mese investi tempo e soldi su più canali, ma quale ti porta davvero appuntamenti?
Questa è una guida operativa al tracciamento clienti per parrucchieri, pensata per chi taglia capelli, gestisce un salone o un barber shop e vuole smettere di andare a sensazione.
Di Andrea Leti — marketing consultant per saloni e barber shop, autore di “Questo sito funziona”, fondatore di Linkorilla.com.

Fai una cosa veloce, prima di leggere il resto di questo articolo.
Prendi il telefono, apri l’agenda del salone e guarda gli ultimi 20 appuntamenti che hai segnato. Adesso prova a rispondere a questa domanda:
“Per ognuna di queste persone, so esattamente da quale canale è arrivata da me?”
Probabilmente la risposta è: in parte.
Su qualcuna sì, perché te lo sei ricordato. Su altre vai a intuito. Su molte non lo sai proprio.
È la realtà della maggior parte dei saloni italiani, anche di quelli che investono soldi in pubblicità, social, ads, volantini e collaborazioni con micro-influencer.
Ed è anche il motivo per cui, ogni anno, molti saloni buttano soldi in canali che non producono appuntamenti veri. Mentre altri canali, molto più economici, che funzionano bene non vengono valorizzati o vengono abbandonati per inseguire l’ultima moda.
In questo articolo ti spiego come iniziare seriamente a tracciare da dove arrivano i clienti del tuo salone, senza diventare un esperto di marketing digitale e senza spendere centinaia di euro al mese.
Vedremo cosa significa davvero tracciare, perché i QR code sono una delle armi più sottovalutate del marketing per parrucchieri, quali strumenti esistono sul mercato e, soprattutto, come questi dati cambiano le decisioni di gestione del salone.
Tracciare i clienti del salone: cosa significa davvero
Cominciamo dal punto centrale.
Tracciare vuol dire sapere, per ogni nuovo cliente che entra in salone, da quale canale è arrivato.
Non per impressione. Non perché te l’ha detto al telefono tra il taglio e il colore. Non perché “secondo me è Instagram”.
Vuol dire sapere, con un buon livello di precisione, se quella persona è arrivata perché ha visto un post, ha cliccato sul link nella bio, ha trovato la tua scheda Google, ha inquadrato un QR code su un volantino o ha seguito una promozione specifica.
Sembra una cosa minore, ma cambia tutto.
Senza dati, ogni decisione di marketing per parrucchieri è cieca.
Quanto investire su Instagram? Boh.
Vale la pena pagare qualcuno per fare i reel? Boh.
Il volantino in una zona della città funziona meglio di quello in un’altra? Boh.
Stai facendo marketing a tentoni. E quando lavori a tentoni, una parte importante del budget viene sprecata. Il problema è che non sai quale parte.
I 3 livelli di consapevolezza dei parrucchieri italiani

Negli ultimi anni ho lavorato con saloni di ogni dimensione: dalla cabina singola di provincia ai gruppi con più sedi.
Ho visto un pattern che si ripete.
La maggior parte dei parrucchieri si trova in uno di questi tre livelli.
Livello 0 — “Vado a sensazione”
Qui sta ancora una grossa parte dei saloni italiani.
Si fanno post Instagram, si distribuiscono volantini, si paga un’agenzia per le ads e a fine mese si guarda solo l’incasso.
Se è andata bene, va bene. Se è andata male, si dà la colpa al periodo, ai concorrenti, alla crisi, al meteo o ai clienti che “non spendono più”.
La verità è più scomoda: senza dati non sai mai cosa ha funzionato e cosa no.
Livello 1 — “Chiedo al cliente come mi ha conosciuto”
Questo è già un passo avanti.
Al banco, al telefono o su WhatsApp si chiede: “posso chiederti come ci hai conosciuti?”
Il problema è che le risposte sono spesso vaghe:
- “Mi ha consigliato un’amica”;
- “Vi ho visto su Instagram”;
- “Passavo davanti”;
- “Vi ho trovati su Google”.
Sono risposte utili, ma incomplete.
Non ti dicono quale post Instagram, quale annuncio, quale zona, quale volantino, quale contenuto, quale campagna.
Livello 2 — “Uso link tracciati e QR per ogni canale”
Qui inizia il marketing fatto seriamente.
Ogni canale dove appari ha un suo link univoco e tracciato:
- bio Instagram;
- scheda Google Business Profile;
- sito web;
- volantino;
- vetrina;
- biglietto da visita;
- campagna Facebook o Instagram Ads;
- programma passaparola;
- profilo dei collaboratori.
Quando una persona clicca o inquadra un QR code, tu lo sai.
E se colleghi correttamente il link alla prenotazione, puoi capire anche se quel click si è trasformato in un appuntamento vero.
Da qui in poi le decisioni diventano molto più pulite.
Non perfette, perché nessun sistema di tracciamento lo è. Ma infinitamente migliori rispetto al “secondo me”.
Perché Google Analytics da solo non basta

Google Analytics è utile, ma non risolve tutto.
Ti può dire quante persone visitano il sito, da quali sorgenti arrivano, quali pagine guardano e quanto tempo restano.
Ma se lavori con un salone fisico, il problema non è solo il traffico web.
Il problema è capire cosa succede tra online e offline.
Una cliente può:
- vedere un reel su Instagram;
- cliccare sul link in bio;
- guardare il sito;
- scriverti su WhatsApp;
- prenotare dopo tre giorni;
- presentarsi davvero in salone;
- diventare cliente ricorrente.
Se guardi solo Google Analytics, rischi di vedere una parte della storia.
Il tracciamento clienti per parrucchieri deve collegare il più possibile tre mondi:
- visibilità: da dove la persona ti scopre;
- azione: dove clicca, scansiona o ti contatta;
- risultato: se prenota, viene in salone e paga.
Solo così il marketing smette di essere decorazione e diventa gestione.
Il QR code: lo strumento più sottovalutato del marketing per parrucchieri

Dal 2020 in poi, il QR code è entrato nella vita quotidiana di tutti.
Lo usiamo per leggere il menù del ristorante, pagare, accedere a eventi, scaricare app, consultare cataloghi, aprire mappe e compilare moduli.
La cliente media non ha più paura di un QR code. Lo punta con il telefono senza pensarci troppo.
Eppure, nel settore parrucchieri e barber shop, il QR code è ancora usato poco. E quando viene usato, spesso è fatto male.
Il caso tipico è questo:
viene generato gratis un QR code statico, viene stampato su un volantino o su un cartello e porta semplicemente alla pagina Instagram o alla homepage del sito.
Fine.
Risultato: qualcuno lo inquadra, forse qualcuno prenota, ma tu non lo sai.
Questo è uno spreco enorme.
Cosa può fare un QR code intelligente nel tuo salone
Un QR code dinamico, collegato a un sistema di tracciamento, può fare cose che un QR code statico non può fare.
1. Cambiare destinazione anche dopo la stampa
Hai stampato 1.000 volantini con un QR che porta alla promo primavera.
La promo finisce?
Con un QR dinamico puoi cambiare la destinazione senza ristampare i volantini.
Il QR resta lo stesso, ma può portare a una nuova promozione, a una nuova pagina, a una nuova offerta o a un nuovo modulo di prenotazione.
2. Tracciare ogni scansione
Un QR code tracciato ti permette di vedere quante volte è stato scansionato, in quali giorni, da quali dispositivi e da quali aree generali.
Non devi usarlo per “spiare” le persone. Devi usarlo per capire se quel materiale sta generando interesse.
Ogni QR diventa un piccolo sensore commerciale.
3. Misurare le prenotazioni reali
La scansione è interessante, ma non basta.
La metrica vera è un’altra: quante scansioni diventano appuntamenti?
Se colleghi il QR al tuo sistema di prenotazione, al tuo sito o a una pagina specifica, puoi capire quali canali portano clienti reali e quali generano solo curiosità.
Puoi usare strumenti come Linkorilla.com per creare link brevi, QR code, Bio Page e monitorare click e conversioni.
4. Fare test sui materiali offline
Vuoi sapere se funziona meglio un volantino con scritto “Taglio uomo da 25€” o uno con scritto “Il taglio che ti fa sembrare più curato in 30 minuti”?
Non devi discuterne per ore.
Stampi due versioni, ognuna con il suo QR code, e dopo 30 giorni guardi i dati.
La versione che porta più prenotazioni vince.
Questo è il modo corretto di fare marketing: ipotesi, test, dati, decisione.
Quali tool usare per tracciare link e QR code
Sul mercato esistono diversi strumenti per accorciare link, creare QR code e leggere le statistiche.
Te li passo in rassegna in modo pratico.
Bitly
Bitly è uno degli strumenti più conosciuti al mondo per accorciare link e analizzare i click.
Per un salone può essere utile, ma rischia di essere sovradimensionato se ti serve solo capire quali canali portano appuntamenti.
È più adatto a chi gestisce molte campagne, molti brand o molte attività contemporaneamente.
Linktree
Linktree è utile soprattutto come pagina-vetrina da mettere nella bio di Instagram.
Puoi raggruppare prenotazioni, contatti, sito, mappa, WhatsApp e promozioni.
Per un salone è comodo, ma da solo non basta se vuoi tracciare in modo serio QR code, campagne offline e conversioni.
TinyURL
TinyURL è uno degli shortener storici.
Fa il suo lavoro se devi solo accorciare un link.
Ma se il tuo obiettivo è costruire un sistema di marketing misurabile, è troppo limitato.
Rebrandly
Rebrandly è interessante perché permette di usare link brandizzati con dominio personalizzato.
Questo può aumentare la fiducia di chi clicca, soprattutto se il tuo salone ha già un’identità forte.
È una soluzione più professionale, ma non sempre necessaria per chi sta iniziando.
Linkorilla.com
Linkorilla.com nasce per rendere semplice il tracciamento di link, QR code, Bio Page, click, lead, vendite e conversioni.
È particolarmente adatto a chi lavora con un mix di canali online e offline:
- Instagram;
- Google;
- WhatsApp;
- volantini;
- vetrine;
- biglietti da visita;
- campagne locali;
- programmi referral.
Per il mondo dei saloni e dei barber shop è utile perché il marketing reale non vive solo online.
Una cliente può vedere un cartello in vetrina, inquadrare un QR code, aprire una pagina, scriverti su WhatsApp e prenotare.
Se non tracci quel percorso, perdi informazione commerciale.
6 modi pratici per usare il tracciamento nel tuo salone
![]()
Adesso passiamo alla parte operativa.
La teoria senza applicazione non serve a niente.
1. Capire quale post Instagram porta davvero prenotazioni
Pubblichi post, reel, storie, prima/dopo, colori, tagli, backstage e contenuti sui prodotti.
Ma quali portano appuntamenti?
I like non bastano. I commenti non bastano. Le visualizzazioni non bastano.
Devi capire quali contenuti portano persone a cliccare, contattarti e prenotare.
Il metodo è semplice:
- crei un link tracciato per la prenotazione;
- lo metti nella bio Instagram;
- cambi o organizzi i link in base alle campagne;
- osservi quali contenuti generano più click e appuntamenti.
Potresti scoprire che i contenuti che ricevono più like non sono quelli che portano più clienti.
Questa è una delle verità più fastidiose del marketing: l’engagement non coincide sempre con il fatturato.
Se vuoi approfondire il tema, puoi leggere anche l’articolo su 3 strategie di marketing per parrucchieri.
2. Misurare il ritorno della pubblicità Facebook e Instagram
Se paghi campagne su Facebook o Instagram, devi sapere cosa producono davvero.
Non basta ricevere un report con click, copertura e impression.
Questi dati servono, ma non pagano l’affitto.
La domanda corretta è:
quanti clienti nuovi sono arrivati grazie a quella campagna?
Con un link tracciato per ogni campagna puoi misurare meglio il percorso:
- click sull’annuncio;
- visita alla pagina;
- contatto WhatsApp;
- prenotazione;
- presenza reale in salone;
- spesa media del cliente;
- eventuale ritorno nei mesi successivi.
Il punto non è demonizzare le ads.
Il punto è smettere di pagarle alla cieca.
3. Capire se la pubblicità locale funziona ancora
Giornali locali, riviste di quartiere, pieghevoli, sponsorizzazioni di eventi, materiali nelle palestre, collaborazioni con negozi vicini.
Molti saloni investono ancora in questi strumenti.
Il problema è che quasi nessuno misura il ritorno.
La frase tipica è: “Serve per visibilità”.
Va bene. Ma visibilità per chi? Dove? Con quale risultato?
Inserendo un QR code tracciato su ogni materiale puoi sapere:
- quante persone hanno inquadrato il codice;
- quale materiale ha generato più interesse;
- quante persone hanno prenotato;
- quanto ti è costato ogni cliente acquisito.
A quel punto decidi con più lucidità se rinnovare, modificare o tagliare l’investimento.
4. Misurare l’efficacia dei volantini di quartiere
Il volantino non è morto.
È morto il volantino fatto senza strategia.
Se distribuisci 1.000 volantini senza QR code, senza offerta chiara e senza tracciamento, stai solo sperando.
Se invece crei tre versioni diverse del volantino, ognuna con un QR code diverso, puoi capire quale zona risponde meglio.
Esempio:
- QR 1: zona uffici;
- QR 2: zona residenziale;
- QR 3: centro città.
Dopo 30 giorni guardi i dati.
Magari scopri che la zona uffici genera poche scansioni ma molte prenotazioni. Oppure che il centro genera curiosità ma nessun appuntamento.
Questa differenza è vitale.
Non devi cercare il canale che fa più rumore. Devi cercare il canale che porta clienti.
5. Capire quale collaboratore porta più appuntamenti
In molti saloni ogni collaboratore ha un profilo Instagram personale o professionale.
Alcuni portano clienti. Altri sembrano molto attivi sui social, ma non generano prenotazioni.
Con un link tracciato dedicato a ogni collaboratore puoi capire chi sta realmente contribuendo all’acquisizione clienti.
Questo dato può aiutarti a decidere:
- chi formare meglio sulla comunicazione;
- chi coinvolgere nelle campagne;
- chi premiare;
- quale profilo valorizzare;
- dove ci sono opportunità commerciali nascoste.
Attenzione: non va usato come manganello contro il team.
Va usato come dato gestionale.
Il collaboratore bravo tecnicamente ma debole nel portare clienti può essere formato. Quello che genera fiducia online può diventare un asset commerciale importante.
6. Trasformare il passaparola in un sistema tracciabile
Il passaparola è spesso il canale numero uno per un salone.
Ma viene trattato come un fenomeno spontaneo, quasi magico.
Errore.
Il passaparola può essere organizzato.
Puoi dare ai clienti più fedeli un piccolo codice, un link o un QR personalizzato da condividere con amici e conoscenti.
Quando una nuova persona prenota usando quel link, sai chi l’ha portata.
A quel punto puoi premiare il cliente ambasciatore con:
- un trattamento omaggio;
- una piega;
- un prodotto;
- uno sconto intelligente;
- un upgrade sul servizio successivo.
Così il passaparola smette di essere casuale e diventa un sistema.
Se vuoi lavorare anche sul posizionamento del salone, leggi anche come posizionare un salone di parrucchieri.
Come iniziare a tracciare nel tuo salone in 5 step
Se è la prima volta che senti parlare seriamente di tracciamento, non cercare di fare tutto subito.
Chi prova a tracciare 30 cose il primo giorno, dopo una settimana molla.
Parti da poco, ma fallo bene.
Step 1 — Mappa i tuoi 5 canali principali
Prendi un foglio e scrivi i 5 punti di contatto da cui potrebbe arrivarti un nuovo cliente oggi.
Esempi:
- bio Instagram;
- scheda Google Business Profile;
- sito web;
- vetrina del salone;
- passaparola;
- volantini;
- pubblicità a pagamento;
- WhatsApp;
- collaborazioni locali.
Sii onesto.
Non aggiungere canali che non usi davvero solo perché “dovresti”.
Step 2 — Crea un link tracciato per ognuno
Per ogni canale crea un link tracciato.
Puoi usare Linkorilla.com o un altro strumento simile.
Dai a ogni link un nome chiaro:
- IG-bio;
- Google-Business-Profile;
- Vetrina-QR;
- Volantino-maggio;
- Referral-clienti;
- Collaboratore-Mario.
L’etichetta è più importante di quanto sembri.
Dopo 60 giorni, se i nomi sono confusi, anche i dati saranno confusi.
Step 3 — Sostituisci i vecchi link con quelli nuovi
Vai sui tuoi canali e sostituisci i link vecchi con quelli tracciati.
Aggiorna:
- bio Instagram;
- pulsanti del sito;
- scheda Google;
- materiali stampati;
- QR code in vetrina;
- link WhatsApp;
- campagne pubblicitarie.
Ogni punto di contatto deve avere il suo link distinto.
Se usi lo stesso link ovunque, perdi la possibilità di capire da dove arrivano le persone.
Step 4 — Aspetta 30 giorni e leggi i dati
Dopo un mese apri la dashboard.
Guarda:
- quali link hanno ricevuto più click;
- quali QR code sono stati scansionati;
- quali canali hanno generato contatti;
- quali canali hanno portato appuntamenti veri;
- quali canali hanno solo prodotto traffico inutile.
La sorpresa è quasi garantita.
Spesso il canale che pensavi fosse forte si rivela mediocre. E uno che davi per scontato, magari la scheda Google o la vetrina, risulta molto più importante del previsto.
Step 5 — Sposta tempo e budget
Il tracciamento non serve a guardare numeri.
Serve a decidere.
Se un canale non rende, lo correggi o lo tagli.
Se un canale rende, lo potenzi.
Se un messaggio funziona, lo replichi.
Se una zona risponde meglio, concentri lì la distribuzione.
Se un collaboratore porta clienti, lo valorizzi.
Questo è marketing basato sui dati.
Non è roba da grandi catene. Può farlo anche un salone indipendente.
Gli errori da non fare quando inizi a tracciare
Errore 1 — Tracciare i click ma non le prenotazioni
I click sono utili, ma non bastano.
Un canale che genera 1.000 click e 2 appuntamenti è peggiore di un canale che genera 100 click e 15 appuntamenti.
Devi guardare la conversione.
Il dato che conta è il cliente acquisito, non il click.
Errore 2 — Voler tracciare tutto subito
Tracciare 30 canali dal primo giorno è una trappola.
Ti sommergi di link, dashboard, nomi, codici e report.
Parti da 3-5 canali principali.
Quando il processo diventa naturale, aggiungi il resto.
Errore 3 — Non testare il link prima di stamparlo
Questo errore costa soldi.
Prima di stampare volantini, vetrofanie o biglietti da visita, testa sempre il QR code.
Provalo:
- da iPhone;
- da Android;
- da Wi-Fi;
- da rete mobile;
- su almeno due browser.
Cinque minuti di test possono salvarti centinaia di euro.
Errore 4 — Non avere un obiettivo chiaro
Cosa vuoi che faccia chi clicca?
- Prenotare?
- Scrivere su WhatsApp?
- Chiamare?
- Compilare un modulo?
- Scaricare una promo?
- Guardare una pagina?
Se non sai qual è l’obiettivo, non puoi misurare il risultato.
Ogni link deve avere una funzione.
Errore 5 — Confondere visibilità e acquisizione clienti
La visibilità è importante, ma non basta.
Un salone può essere molto visibile e acquisire pochi clienti.
Può avere tanti follower e pochi appuntamenti.
Può avere reel virali e agenda vuota.
La domanda vera è sempre la stessa:
questo canale porta persone in salone?
La verità scomoda sul tracciamento
Tracciare i dati spaventa.
Spaventa perché ti costringe a guardare in faccia numeri che spesso smentiscono la tua percezione.
Potresti scoprire che Instagram, dove passi ore ogni settimana, produce pochi appuntamenti.
Potresti scoprire che Facebook Ads costa troppo rispetto ai clienti che porta.
Potresti scoprire che la vetrina, che consideravi vecchia scuola, genera più contatti di una campagna sponsorizzata.
Potresti scoprire che il passaparola è il tuo asset principale, ma non lo stai alimentando.
Questi dati possono dare fastidio.
Ma sono utili.
Perché una volta che li vedi, puoi smettere di buttare tempo e budget dove non c’è ritorno.
Il problema di molti saloni non è che fanno poco marketing.
Il problema è che fanno marketing senza sapere cosa funziona.
Perché un salone dovrebbe misurare anche i canali offline
Molti pensano che il tracciamento riguardi solo il digitale.
Errore.
Per un parrucchiere, spesso l’offline pesa ancora moltissimo:
- vetrina;
- zona di passaggio;
- cartelli;
- eventi locali;
- collaborazioni con negozi vicini;
- passaparola;
- biglietti da visita;
- materiali stampati;
- promozioni consegnate a mano.
Il QR code serve proprio a collegare offline e online.
È il ponte tra il mondo fisico e il dato digitale.
Se lavori bene, anche un semplice cartello in cassa può diventare una fonte misurabile di prenotazioni.
Tracciamento e strategia: il dato da solo non basta
Qui bisogna essere chiari.
Il tracciamento non salva una strategia debole.
Se il tuo posizionamento è confuso, se il messaggio è generico, se il servizio è percepito come uguale a quello degli altri, il dato ti dirà solo che la comunicazione non funziona.
Misurare è indispensabile, ma non sostituisce la strategia.
Prima devi sapere:
- perché un cliente dovrebbe sceglierti;
- quale problema risolvi meglio degli altri;
- quale cliente vuoi attrarre;
- quale promessa puoi sostenere davvero;
- quale esperienza offri in salone.
Su questo tema puoi leggere anche come differenziarsi e diventare riconoscibile come parrucchiere.
Quando il tracciamento non funziona
Il tracciamento funziona se viene usato con disciplina.
Crolla in questi casi:
- usi lo stesso link per tutti i canali;
- non aggiorni i materiali;
- non controlli i dati;
- non colleghi click e prenotazioni;
- cambi campagna ogni tre giorni;
- non dai abbastanza tempo ai test;
- non hai una persona responsabile del processo.
Il dato ha bisogno di ordine.
Se il sistema è caotico, anche i numeri diventano inutili.
Se vuoi lavorare su processi più ordinati, puoi leggere anche come automatizzare il marketing del tuo salone.
Inizia oggi: il piano in 3 mosse
Se vuoi iniziare seriamente, non aspettare lunedì.
Fai queste tre cose.
1. Scegli uno strumento
Scegli un tool per creare link tracciati e QR code.
Puoi partire da Linkorilla.com o da uno degli altri strumenti citati.
L’importante è che tu possa distinguere i canali e leggere i risultati.
2. Crea il primo link tracciato
Non partire da tutto.
Parti dal canale più importante.
Se non sai quale scegliere, parti dalla bio Instagram o dalla scheda Google Business Profile.
Sostituisci il link attuale con quello tracciato.
3. Aspetta 30 giorni e guarda i dati
Dopo 30 giorni apri la dashboard e osserva.
Non cercare conferme. Cerca verità operative.
Quale canale porta click?
Quale porta richieste?
Quale porta appuntamenti?
Quale non sta producendo nulla?
Da lì inizi a decidere meglio.
Conclusione
Non serve essere esperti di marketing.
Non serve avere un grande budget.
Non serve comprare software complicati.
Serve iniziare a misurare.
Perché un salone che misura sa dove investire, cosa tagliare, cosa potenziare e quali canali meritano attenzione.
Un salone che non misura continua a vivere di sensazioni.
E le sensazioni, nel marketing, costano care.
Non puoi migliorare quello che non misuri.
Vale per il fatturato, vale per i clienti nuovi, vale per il tempo che investi sui social, vale per ogni euro speso in pubblicità.
Se vuoi rendere il marketing del tuo salone più misurabile, parti da un link, un QR code e un canale.
Il resto viene dopo.
Buon tracciamento, e buoni capelli.
Andrea Leti
Marketing consultant per saloni e barber shop. Da anni aiuta titolari di saloni a costruire sistemi di marketing più chiari, misurabili e orientati ai risultati. Autore del libro “Questo sito funziona”, fondatore di Linkorilla.com e parte del progetto Progetti Parrucchieri.
FAQ sul tracciamento clienti per parrucchieri
Che cosa significa tracciare i clienti di un salone?
Significa capire da quale canale arriva un nuovo cliente: Instagram, Google, sito web, volantino, QR code, passaparola, pubblicità o altri punti di contatto.
Un QR code può aiutare un parrucchiere ad acquisire clienti?
Sì, se è usato bene. Un QR code dinamico e tracciato può collegare volantini, vetrine, biglietti da visita e materiali offline a pagine di prenotazione, WhatsApp o offerte specifiche.
Qual è il primo canale da tracciare per un salone?
Di solito conviene partire dalla bio Instagram o dalla scheda Google Business Profile, perché sono due punti di contatto molto frequenti per chi cerca un parrucchiere o un barber shop.
Google Analytics basta per sapere da dove arrivano i clienti?
No. Google Analytics è utile per il sito web, ma spesso non basta per collegare correttamente canali offline, QR code, WhatsApp, telefonate e appuntamenti reali in salone.
Quanti link tracciati devo creare all’inizio?
Meglio partire con pochi link: 3-5 canali principali sono sufficienti per iniziare. Solo dopo aver preso confidenza con il processo conviene aggiungerne altri.



