Assumere una receptionist che mi gestisca anche i social oppure lavorare con un’agenzia esterna?

Analizziamo la situazione in modo trasparente.

Per rispondere a questa domanda la cosa più importante da capire per un parrucchiere è cosa fare in base:

  1. alle sue competenze reali di marketing
  2. alle sue abilità tecniche e grafiche
  3. alle sue ambizioni
  4. al quadro economico
  5. alla capacità di gestione del personale
  6. alla capacità di delega
  7. al tempo da dedicare per delegare
  8. all’appetibilità del posto di lavoro per un lavoratore

Fare Marketing sui social è un’attività pari ad un lancio di benzina sul fuoco!

Se sei un bravo parrucchiere i risultati non tardano ad arrivare, ma se non sei un bravo parrucchiere i social aiuteranno la clientela a comprendere che probabilmente è meglio girare al largo.
Che ti piaccia o no, il 90% dei parrucchieri apre il proprio salone, molto spesso, o comunque matura la scelta di mettersi in proprio solo dopo aver litigato con il proprio titolare.
Questo, per mancanza di formazione oggettiva, poi ti mette nel marasma di dover migliorare le carenze tecniche in corsa facendo centomila corsi e di doverti inventare imprenditore che richiede molte altre skill personali e professionali.

Per questo, ipotizzo che tu lettore sia un titolare di salone avviato con almeno 10 anni di esperienza alle spalle e che ad un certo punto le cose ti stiano andando bene tale da pensare:

  • “Voglio crescere”
  • “Non posso passare la serata a fare anche i post sui social”
  • “Vorrei farmi conoscere molto di più”
  • “Vorrei acquisire molti più clienti”

Fin qui tutto chiaro, però un imprenditore analizzando gli 8 punti su descritti ad un certo punto deve analizzare una scelta:

🔹Assumo qualcuno per gestire i social
oppure
🔹Delego ad una agenzia (meglio se specializzata nel settore)?

A questo punto fra le varie valutazioni che devi fare c’è di mezzo la logica e la direzione imprenditoriale.

VUOI PRENDERTI LA LIBERTÁ DI POTER STACCARE QUANDO VUOI O VUOI ASSUMERE CON TUTTI GLI ONERI E GLI ONORI?

Premesso che a questo punto, tutti i fattori non possano essere direttamente analizzati come fattori personali o tangibili, do per certo che tu abbia già fatto le tue valutazioni e mi sposto ad un approccio basilare basandomi sui numeri e la fattibilità per un solo anno di investimento.
E lo facciamo partendo dai numeri di un’assunzione.

VUOI SAPERE QUANTO COSTA UN LAVORATORE PART-TIME ALL’AZIENDA?

Ecco una GUIDA che ti aiuterà passo dopo passo a calcolare la spesa mensile e capire quanto incidono le ore lavorate, sapendo che inevitabilmente fra queste ci saranno dei tempi morti.
Per semplificare il calcolo partiamo da una assunzione part-time.

QUANTO COSTA ASSUMERE UN DIPENDENTE PART-TIME?

Quante volte ci è capitato di sentir parlare di «costo del lavoro»?

Negli ultimi anni, il dibattito politico e le discussioni su giornali, tv e social network si sono sempre di più concentrati su come ridurre i costi del personale per incentivare le aziende ad assumere, in particolare determinate categorie lavorative come giovani o disoccupati.

Hai però idea di quanto realmente costi un dipendente al datore di lavoro e cosa cambia se il lavoratore è part-time?

Partiamo dal principio che un dipendente a tempo pieno, senza alcuno sgravio o agevolazione, a parità di condizioni e sempre presente in azienda (senza assenze), costerà sempre meno rispetto a un collega a orario ridotto.

All’interno della platea dei part-time, peraltro, i costi sono naturalmente influenzati da quante ore il dipendente deve lavorare, in base all’orario previsto nella lettera di assunzione o nelle variazioni successivamente intervenute.
Analizziamo in dettaglio come calcolare il costo di un dipendente part-time e quanto cambia in base al numero di ore lavorate.

  • Quanto costa assumere un dipendente part-time?
  • Quali costi ci sono per un dipendente part-time?
  • Quanto costa assumere un dipendente part-time a 5 ore settimanali?
  • Quanto costa assumere un dipendente part-time a 10 ore settimanali?
  • Quanto costa assumere un dipendente part-time a 20 ore settimanali?
  • Quanto costa assumere un dipendente part-time a 30 ore settimanali?

QUALI COSTI CI SONO PER UN DIPENDENTE PART-TIME?

I costi che il datore di lavoro deve sostenere per un part-time (così come per un tempo pieno) sono rappresentati da:

  • compenso lordo mensile
  • contributi INPS carico azienda
  • contributi per assicurazione INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali
  • ferie e permessi previsti dal contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) applicato e da eventuali accordi aziendali / territoriali
  • trattamento di fine rapporto (TFR)
  • mensilità aggiuntive (tredicesima ed eventuale quattordicesima).

La retribuzione oraria è assunta dividendo il compenso mensile previsto nella lettera di assunzione (o successivamente modificato) per un coefficiente imposto dal CCNL applicato.

Nel nostro esempio, ipotizziamo un compenso orario in misura pari a 9,5 euro lordi, mentre il monte ore di ferie e permessi, per un dipendente a tempo pieno, è fissato a 165 ore di ferie e 20 di permessi, per un totale di 185 ore all’anno.

I contributi INPS dipendono dal tipo di azienda e da quanti lavoratori ha, fino a 15 dipendenti per l’industria il contributo è del 28,46%.
Per l’assicurazione INAIL, che copre infortuni e malattie professionali, si usa un codice specifico per uffici e call-center, che prevede un premio dello 0,5% dello stipendio, più un 1% extra.
Gli ultimi due elementi sono rappresentati da:
TFR, pari alla retribuzione diviso 13,5 (oltre a sottrarre il contributo dello 0,50% calcolato sull’imponibile Inps);
Tredicesima mensilità, pari alla retribuzione lorda mensile (prevista in sede di assunzione o modificata successivamente) diviso 12.

QUANTO COSTA UN DIPENDENTE AL DATORE DI LAVORO?

Vediamo i casi!

📌QUANTO COSTA ASSUMERE UN DIPENDENTE PART-TIME A 5 ORE SETTIMANALI?

Ipotizziamo un dipendente part-time a 5 ore settimanali (un’ora al giorno per cinque giorni dal lunedì al venerdì), che ha lavorato l’intero mese di maggio 2022 (giorni lavorabili 22) per un totale di 22 ore mensili.
In tema di ferie e permessi, posto che un lavoratore a tempo pieno ha diritto a 185 ore all’anno, nel nostro caso il numero di ore dev’essere riproporzionato in questo modo:
si calcola la percentuale di part-time dividendo le ore settimanali per quelle a tempo pieno e successivamente moltiplicando il risultato per 100, (5/40) * 100 = 12,5%;
si calcola il 12,5% di 185 ore corrispondente a 23,13 ottenendo così il numero di ore di ferie e permessi di cui il dipendente ha diritto nell’anno;
si divide 23,13 per 12 e si ottengono le ore di ferie e permessi che il lavoratore part-time matura ogni mese, pari a 23,13 / 12 = 1,93.

Pertanto, il costo mensile sarà la somma di:

  • retribuzione lorda euro 9,5 * 22 ore = 209,00 euro
  • contributi INPS  a carico azienda euro 209,00 * 28,46% = 59,48 euro
  • premi INAIL euro 209,00 * 5 per mille (+ la maggiorazione 1%) = 1,06 euro
  • TFR euro 209,00 / 13,5 (cui sottrarre poi il contributo dello 0,50%) = 14,43 euro
  • TREDICESIMA mensilità euro 209,00 / 12 = 17,42 euro
  • FERIE e PERMESSI maturati nel mese euro 9,5 * 1,93 ore = 18,34 euro

per un TOTALE DI 319,73€

Sulla base degli stessi calcoli, abbreviando…
in definitiva, il dipendente costerà all’azienda, mensilmente:
💰319,73€ PER UN PART-TIME 1 ORA AL GIORNO
pari 4147€ l’anno (costi sponsorizzate e stampa esclusi + ferie e permessi)
💰639,44€ PER UN PART-TIME 2 ORE AL GIORNO
pari a 7673,28€ l’anno (costi sponsorizzate e stampa esclusi + ferie e permessi)
💰1.278,82€ PER UN PART-TIME 2 ORE AL GIORNO
pari a 15345,84€ (costi sponsorizzate e stampa esclusi + ferie e permessi)
💰1.918,26€ PER UN PART-TIME 2 ORE AL GIORNO
pari a 23019,12€ (costi sponsorizzate e stampa esclusi + ferie e permessi)

Sulla base di questi calcoli, valuta che il prezzo è LORDO, quindi al dipendente va molto meno, quindi devi essere bravo a trovare qualcuno disposto a guadagnare il netto al mese di quel lordo.
Valuta anche quanto tempo di qualità può dedicarti, quante competenze ha, la velocità, la flessibilità delle operazioni e i giorni in cui non verrà.

Unisci questi conti a tutti gli 8 punti analizzati all’inizio e scopri se conviene più delegare ad un’agenzia o assumere. 
A TE LA SCELTA!

Se dopo queste valutazioni, vuoi valutare di lavorare con noi, di esternalizzare i processi del tuo marketing sui social contattaci subito qui per fissare una consulenza gratuita con Andrea Leti!

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